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ITINERARI

Abbiamo ideato alcuni itinerari particolari per scoprire le meraviglie nascoste del Marocco. Speriamo ti possano essere utili per le tue prossime vacanze! Se hai domande o ti piacerebbe ricevere qualche consiglio non esitare a contattarci cliccando qui.

itinerario:
Viaggio tra città, montagne e miniere del Medio Atlas:

Fes, Meknes, Volubilis e Moulay Driss Zerhoun.

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I TAPPA: FES

Ogni viaggio in aereo per il Marocco prevede l’arrivo in una città. Per il nostro primo itinerario proponiamo di atterrare nella città imperiale di Fes, capitale della dinastia Idriside fondata tra il 789 e l’808, sede della più antica università del mondo, che raggiunse il suo massimo splendore tra il 1200 e il 1300 quando tolse a Marrakech il ruolo di capitale. Nella Città Nuova o Fès el-Jedid, cioè quella costruita a partire dal 1200, si trovano la stazione, il Palazzo Reale e il quartiere ebraico; nella Città Vecchia, Fès el-Bali, si può accedere dalla Bab Bou Jeloud, la porta blu, dietro la quale si sviluppa la Medina, un vero labirinto di stradine, oltre 9 mila, con mercati di ogni tipo. Da visitare anche la Madrasa Bou Inania, la scuola coranica fondata nel 1351-1356.

II TAPPA: MEKNES

Proseguendo verso ovest a circa 60 Km di autostrada si trova Meknes, la più recente tra le città imperiali, con la piazza El Hedim, la porta Bab Mansour e il mausoleo (visitabile anche dai turisti) del Moulay Ismail (1672-1727). Le sue mura, risalenti al 1600, corrono per 40 km con i bastioni che raggiungono i 15 metri d’altezza, con 9 porte monumentali.  Suggestivo è il bacino dell’Agdal che fu scavato per ordine del Moulay Ismail per l’irrigazione dei giardini imperiali e come riserva d’acqua per la medina. Gli abitanti di Meknes raccontano che il bacino fu costruito dal Sultano in previsione del matrimonio con Maria Anna di Borbone, una delle figlie naturali di Luigi XIV, ma la richiesta fu respinta e quindi fu riservata alle donne del suo harem (circa 500) che in quel luogo potevano  divertirsi e rinfrescarsi. Il terreno libero che si trova tra il palazzo reale e il bacino è oggi utilizzato, in particolare, per l'importante esposizione internazionale annuale dell'agricoltura. La Medina della città è più piccola rispetto a quello di Fes, ma più autentica e meno turistica.  Tra le sue strette vie è ancora possibile incontrare gli artigiani che tendono fili colorati per tessere i tappeti e le stoffe.

III TAPPA: VOLUBILIS

Siamo ancora sui percorsi più conosciuti, ma è impossibile non visitare a circa 27 km da Meknes la città di  Volubilis, l’antica capitale del regno di Mauretania sotto Giuba II ( 25 a.C. – 23-24 d.C.). Il centro, abitato fin dall’epoca neolitica, ha avuto anche una fase cartaginese, testimoniata tra l’altro da iscrizioni lapidee in punico rinvenute nel sito e il tempio dedicato a Baal Hammon (in epoca romana  Saturno Africano). L’epoca del suo massimo splendore fu tra II e III secolo D.C. grazie al commercio dell'olio. Moltissime case ancora oggi riconoscibili erano dotate di un frantoio per le olive e di una macina per il grano. Di grande importanza economica anche il commercio delle belve selvagge per i circhi romani. Animali riprodotti nei magnifici mosaici ancora ben conservati.

IV TAPPA: MOULAY DRISS ZERHOUN

Per completare il circuito una breve deviazione può essere fatta a Moulay Driss Zerhoun a soli 4 km da Volubilis. La città, arroccata su due colline rocciose che dominano la valle dell'Oued Erroumane, conserva il Mausoleo di Idriss I (visitabile solo dai musulmani), fondatore del centro e venerato come colui che introdusse l’Islam in Marocco e avviò la dinastia degli Idrissidi.  Il mercato ai piedi della collina risulta particolarmente caotico e molto frequentato dai turisti.

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II° itinerario:
Nelle terre meno note del Medio Atlas:

Arzou, M'rirt, Tighza, la fortezza di Ighram Aousser e le Sorgenti Oum Rabia.

I TAPPA: ARZOU

Percorrendo da Meknes la N13 per i 67 km circa si arriva ad Arzou cittadina berbera sul Medio Atlante. Il toponimo significa “Roccia “ e da qui si entra nel fantastico mondo dell’Atlante che così era descritto dai primi antichi romani che lo attraversavano «Si narra che questo monte si innalzi dal mezzo del deserto al cielo, aspro ed arido nella parte che volge alle coste dell’Oceano cui ha dato il nome, ma ombreggiato da fitti boschi e irrigato da zampilli d’acqua sorgiva nella parte prospiciente l’Africa» e ancora  «le sue pendici, nelle zone più basse, sono piene di boschi alti e fitti di alberi d'una specie ignota, i cui tronchi sono rimarchevoli perché senza nodi e lucenti, e le cui fronde sono simili a quelle dei cipressi, salvo che emanano un odore pesante, e sono coperte da una leggera lanugine, da cui si possono ricavare ad arte vesti come dalla seta. La sommità è ricoperta di neve anche d'estate». Da Arzou, infatti, inizia la maestosa Foresta di Cedri (che continuerà fino ad Ifrane, famosa stazione sciistica) popolata dalle scimmie bertucce che curiose e tranquille chiedono qualche nocciolina, ma preferiscono i biscotti. Qui è possibile praticare trekking con percorsi anche difficolti.

II TAPPA: M'RIRT

Da Arzou proseguendo sulla N8 a 50 km circa si arriva a M’rirt, capoluogo degli Aït Sgougou  (“ i figli di Sgougou” una confederazione tribale berbera) nel cuore del Medio Atlante (1113 m di altitudine) con un’economia basata sull’agricoltura, l’allevamento, risorse forestali e minerarie. È una cittadina berbera con un souk settimanale con prodotti locali molto tipici tra cui tappeti (Mrabti) tessuti a mano dalle donne berbere. Nella città, famoso è il centro artigianale con la cooperativa femminile specializzate nei tessuti e ai tappeti M’rabti,e Zayan.  M’rirt può essere un punto di partenza per escursioni a piedi o in auto nei 60 km del Medio atlante più ricco di paesaggi diversi. La regione è anche chiamata “la riserva d’acqua del Marocco”.

III TAPPA: TIGHZA

A soli 7 km da M’rirt arriviamo a Tighza, un comune a vocazione prevalentemente mineraria e agricola legato alla miniera di Aouam della Compagnie Minière de Touissit (CMT). Aouam, Ighram Aousser e Sidi Ahmed sono i principali giacimenti minerari della regione, dove lavorano circa 500 persone. Qui si estraggono piombo, zinco, rame, argento e, recentemente, anche oro. Il villaggio di Tighza è stato costruito al tempo del protettorato francese dalla società che sfruttava i depositi minerari del luogo. Gli ambienti del cinema dell’ex centro di ricreazione del villaggio dei funzionari francesi sono stati nel 2019 ristrutturato e adibiti a centro culturale riservato alla storia della miniera e alla missione archeologica CNR che ha operato nel sito (è l’unico centro di documentazione in Marocco dedicato alla storia delle miniere antiche).

IV TAPPA: LA FORTEZZA DI IGHRAM AOUSSER

La fortezza di Ighram Aousser, di epoca almohade (XII sec.d.C.), nella miniera di Aouam-Tighza si trova a 10 km a ovest di M'rirt, e a 6 km da Tighza situata sulla strada tra Khenifra e Azrou, e a 120 km a sud di Meknés sulla cosiddetta “strada delle miniere”. La fortezza si trova all'interno della vallata compresa tra i due sistemi montuosi dello Jebel Aouam e delle Askar Msaouar. E’ costituita da una cinta muraria alta anche 3,5 m, costruita in pietrame regolare in ricorsi orizzontali rivestita di intonaco giallo (ancora visibile in rari tratti).  La fortezza racchiude una superficie totale di 26 ettari. Vi si aprono almeno due porte (quelle ora visibili, ma se ne può supporre anche una terza a nord); quella ad est, posizionata verso l'attuale centro di M'rirt, al lato della quale si ritrova ancora una scala che poteva portare al cammino di ronda sopra le mura. Inserita nel tracciato murario, a sud-est, si riconosce una parte più rialzata e fortificata chiamata “cittadella” di cui non si conosce la funzione.

V TAPPA: SORGENTI OUM RABIA

Ripassando da M’rirt, a circa 35 km da Tighza, attraversando paesaggi che alternano boschi a zone aride, percorrendo la P7304 e la P7311 si giunge alle Sorgenti Oum Rabia nel cuore delle montagne dell'Atlante.  Le cascate Ayoun Oum Rabia costituiscono la sorgente del fiume Oum Rabia, uno dei più grandi fiumi del Marocco. Le “Sorgenti di Umm al-Rabia” sono costituite da 47 sorgenti, di cui 40 di acqua dolce e 7 di acqua salata, che si uniscono per formare cascate rocciose ad alto flusso, che raggiungono migliaia di metri cubi al minuto, in uno scenario naturale che cattura lo sguardo. Siamo ai limiti Parco Nazionale Ajdir (1500 m) e a circa 20 km (P7216) è possibile ammirare il lago Aguelmam Azegza “lago verde” tra i maestosi cedri d’Ajdir Izayane e il suo ecosistema unico e affascinante. Il lago ospita ogni anno l'evento internazionale Ice Swim in Morocco, una competizione di nuoto in acque gelide che attira atleti da tutto il mondo.

Oppure (o anche) a 10 km dalle sorgenti Oum Rabia (e quindi tornando indietro verso la P 7311) e 37 km da M’rirt si localizza il lago di Ouiaouane, nel cuore delle montagne del Medio Atlas e delle foreste di cedro. E’ una zona umida con flora e fauna protetta.

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